AMARCORD, FELLINI A PASSO DI DANZA

AMARCORD, FELLINI A PASSO DI DANZA

26 Giu 2006


Dopo i grandi successi al Lincoln Center di New York, all’Orange County di Los Angeles e al Teatro alla Scala di Milano, approda a Palermo Amarcord, balletto in due atti di Luciano Cannito che apre il 2 luglio, alle ore 21,15, al Teatro del parco di villa Castelnuovo, il Festival di Verdura, stagione estiva della Fondazione Teatro Massimo.
 Il balletto è liberamente ispirato all’omonimo film di Federico Fellini, con musiche di Nino Rota, Marco Schiavoni, Alfred Schnittke, Glenn Miller, e canzoni Popolari degli Anni Trenta. Le scene sono di Carlo Sala, i costumi di Roberta Guidi Di Bagno, le luci di Bruno Ciulli.
Amarcord segna ufficialmente il debutto di Luciano Cannito come direttore del corpo di ballo del Teatro Massimo.
La sua coreografia, ripresa da Luigi Neri, è plasmata sul racconto cinematografico felliniano che valse al regista riminese l’Oscar nel 1974 come miglior film straniero. Per trasferire il racconto dalla celluloide al palcoscenico, Cannito si avvale di un cast d’eccezione: Viviana Durante (Gradisca), che ritorna a Palermo dopo il tutto esaurito de Lo Schiaccianoci del dicembre scorso, Yosvani Ramos (Titta), Nicky Nicolai (La voce del ricordo), Soimita Lupu (la madre), Vladimir Derevianko (l’ufficiale tedesco) Marco Pierin (il gerarca). Special guest: Stefano Di Battista.
Sul podio, a dirigere coro e orchestra, Marzio Conti.Gli altri ruoli saranno ricoperti dai ballerini del Teatro Massimo.    
“Amarcord – ha scritto Mario Pasi – non è che la forma dialettale di “mi ricordo” in romagnolo, è una parola, un simbolo e non appartiene necessariamente agli anziani, anche un ventenne può avere il suo piccolo spazio delizioso dove collocare ciò che gli è più caro o ciò che ha immaginato. Per Fellini che era un immenso favolista, il ricordo doveva per forza di cosa diventare surreale, reinventato in modo sorprendente. Era nel suo sangue riminese la tentazione di cantare forte, di esagerare, di essere di più.”
“Il merito di un regista – spiega Luciano Cannito, direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo – è trasportare tutti coloro che guardano la sua opera, in un viaggio di condivisione, dove vedono ciò che tu vedi, sentono ciò che tu senti, provano ciò che tu provi, ricordano ciò che tu ricordi. Guardando il film mi è sembrato di rivivere cose già vissute, mi è sembrato di vivere uno spaccato dell’Italia a cavallo tra le due guerre, dell’Italia piccola, quella della gente comune con i soliti problemi di tutti i giorni”.
Proposto per la prima volta nel 1995 al Teatro di Corte, per la Stagione del San Carlo, Amarcord è andato in scena anche al Teatro alla Scala e negli States, riscuotendo ampi successi.
Amarcord, uno dei più bei film della memoria, nell’allestimento di Cannito riprende le figure del padre, della madre, i fatti della politica, le conquista della vita e le cose brutte della guerra, della violenza, delle prostituzioni.
“Cannito – conclude il critico Mario Pasi – guarda dentro di sé e osserva gli altri al tempo stesso, da fuori, così può renderci le idee dei lussi irraggiungibili, il mitico Grand Hotel e il salone viaggiante del Rex. Ma poi è la terra, con i suoi spiriti, a prendere il sopravvento, perchè le favole sono finite, perchè anche i più ambiziosi si accontentano di poco. Perfino Gradisca, femmina esemplare, accetta un giovane povero che fa il carabiniere... così si esorcizzano le tragedie, ma senza dimenticarle: si ride dell’olio di ricino somministrato dai fascisti, ma non si dimentica, si fa dell’ironia sui nazisti maiali, ma non si dimentica. Vino, donne e canto potremmo dire a tempesta passata. Il presente si abbraccia e poi non è così male”.

La trama. "Amarcord" è il film in cui Fellini ricorda/reinventa la sua vita di ragazzo in una Rimini della prima metà degli anni trenta. È un divertente e melanconico affresco dell’Italia fra le due guerre, dove il Fascismo e la Chiesa esercitavano il loro potere, influenzandone la cultura ed il costume. La storia di Titta, alter–ego del Fellini adolescente, e della sua famiglia si inserisce armoniosamente in un contesto di piccoli ritratti (Gradisca, Volpina, la tabaccaia) e di aneddoti legati ad un filo comune che li rende interdipendenti e dove affiora comunque sempre la spensieratezza e la voglia di vivere propria dell’adolescenza e della gente romagnola.

Maxi Orchestra. Sul podio, a dirigere la maxi orchestra di quasi novanta elementi del Teatro Massimo comprendente anche organo, celesta, cembalo, fisarmonica e pianoforte, ci sarà Marzio Conti, protagonista di altri concerti e di incisioni con l’etichetta Chandos.

Marzio Conti.  Allievo del Maestro Piero Bellugi, ricopre la carica di direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di Torino, dopo essere stato negli ultimi tre anni direttore ospite dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese con sede all’Aquila. Ha iniziato la sua carriera come flautista, diventando in breve tempo uno dei più affermati esponenti del flautismo italiano a livello internazionale. Lasciata l’attività di solista e didatta, si è dedicato a tempo pieno alla direzione d’orchestra. Collabora regolarmente con alcune delle maggiori orchestre italiane ed estere: National Symphony Orchestra of Ireland, Bournemounth Sinfonietta, Miami Symphony Orchestra, Delaware Symphony Orchestra, Irish Chamber Orchestra, Busan Philarmonic Orchestra, Orchestra di Stato del Messico e SudWest Rundfunkorchester.
Viviana Durante. Romana, frequenta per circa due anni la scuola di ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Poi la ballerina russa Galina Samsova e il coreografo franco–russo André Prokovsky le propongono di trasferirsi a Londra, presso la scuola del Royal Ballet. Così, ad appena 11 anni, affronta l’avventura britannica. Frequenta per cinque anni la Scuola Superiore del Royal Ballet. Si diploma interpretando la parte della principessa Aurora nella Bella addormentata nel bosco. Nel 1984 entra a far parte del Royal Ballet. Nel 1987 è promossa solista e nel 1989 prima ballerina. Con la prestigiosa compagnia tocca i maggiori teatri del mondo tra cui Mosca, Leningrado, Tokio, Seul, Madrid, Barcellona, Vancouver, Toronto, Berlino, Sidney, Budapest, Melbourne, New york, Miami, Los Angeles. Interpreta l’intero repertorio classico, nella parte della protagonista, e gran parte di quello moderno. Nel 1989 è nota dalla rivista specializzata Dance & Dancers migliore ballerina dell’anno. Nel 1990, al termine della rappresentazione del Lago dei Cigni, le viene consegnato il premio British Ballet Award quale migliore ballerina del Regno Unito. La più giovane, ad appena 22 anni, ad aver ricevuto il prestigioso premio.
Vladimir Derevianko. Si è formato alla scuola Boshoi di Mosca dove dal 1977 è diventato primo ballerino e ha interpretato i principali ruoli del repertorio classico. Ha lavorato con artisti del calibro di Galina Ulanova, Vladimir Vassiliev, Raissa Struckova e Vladimir Nikonov e danzato con Ekaterina Maximova, Liudmilla Semenyaka, Irina Piatkina Alessandra Ferri, Carla Fracci, Luciana Savignano, Viviana Durante.Nel ’93 è stato chiamato ad assumere il ruolo di ballerino principale al Dresden Ballet e direttore artistico, carica che ricopre tuttora. In questio anni la compagnia si è affermata in tutto il mondo con i suyoi 60 ballerini provenienti da tutto il mondo che propongono un repertorio quanto mai vario.
Stefano Di Battista. E’ nato a Roma da una famiglia di musicisti ed appassionati di musica. Ha iniziato studiare il sassofono all’età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere, composta principalmente da ragazzini. Consegue il diploma con il massimo dei voti all’età di 21 anni. Incomincia poi a suonare in gruppi di vario genere e nel ’92 si trova per caso a suonare al Calvi jazz Festival; è lì che incontra per la prima volta dei musicisti francesi, primo fra tutti Jean–Pierre Como che lo invita a suonare a Parigi. Per Stefano è una rivelazione. Da quel momento in poi, Stefano ha fatto la spola tra Roma e Parigi, moltiplicando le sue audizioni in modo da procacciarsi qualche ingaggio. È il 1994 e la sua carriera decolla a Parigi. Ha suonato con Elvin Jones alla batteria (il leggendario batterista di John Coltrane), Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso, Dianne Revees;. Nel Gennaio 2002 il binomio Di Battista–Brecker; il grandissimo sassofonista americano Michael Brecker è ospite nel quartetto di Di Battista (Legnini–Bonaccorso–Ceccarelli)
Nicky Nicolai. E’ nata a Roma da genitori estranei all’ambiente artistico. Ha amato la musica sin dall’infanzia trascorsa nel paese di Nespolo e, come nella migliore tradizione degli afro americani, ha iniziato ad applicare la sua passione per il canto nel coro della chiesa. Si è diplomata in canto nel 1999. Nel 1996 fa parte del cast del musical ’La bella e la bestia’ con la regia di Luciano Cannito. Il suo primo album, ’Tutto passa’, è uscito il 19 marzo 2004 su etichetta Virgin.Il suo debutto alla 55° edizione del Festival di Sanremo, dove, con il brano "Che mistero è l’amore", insieme allo Stefano Di Battista Jazz Quartet, conferisce alla manifestazione un tocco di grande stile e vince nella categoria “Gruppi”.
Biglietti. Il prezzo varia dai 10 Euro della gradinata ai 30 Euro della poltronissima. E’ possibile acquistare i biglietti tutti i giorni eccetto il lunedì dalle 10 alle 15  al Teatro Massimo e al Teatro di Verdura. (Tel 091 6053580 – fax 091 322949 – pagamenti anche con carte di credito, bancomat e assegni).  E’ possibile acquistare i biglietti anche  presso il box office Ricordi (091 335566) e il circuito regionale Ticket’s BoxOffice (095 7225340). Info al Numero verde Hellò ticket 800907080 (ore 10–17).Biglietteria online: www.teatromassimo.it,  www.ctbox.it

L’Ufficio Stampa
Palermo, 27 giugno 2006