Nuove Musiche 2019

Nuove Musiche 2019

La sesta edizione del Festival Nuove Musiche del Teatro Massimo si svolgerà dall’8 al 20 ottobre, con inaugurazione in occasione dell’ultima recita di Winter Journey, l’opera di Ludovico Einaudi su libretto di Colm Tóibín e con la regia di Roberto Andò in prima rappresentazione assoluta, nuova commissione della Fondazione Teatro Massimo.
Nuove Musiche si presenta quest’anno affidando “carta bianca” a Francesco La Licata, compositore, direttore e pianista che ha stilato un programma che offre concerti sinfonici e da camera, ensemble, solisti, performers e video, realizzati in collaborazione con il Conservatorio di Palermo e con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, con un appuntamento ospitato anche dal Museo Salinas.
Questa sesta edizione di Nuove Musiche, per Francesco La Licata vuole «offrire il più possibile uno spaccato della creatività internazionale, proporre prime italiane e autori poco eseguiti a Palermo, ma tessere anche una fitta trama di connessioni utili e stimolanti occasioni d’ascolto, per meglio orientarsi nel panorama frammentato delle espressioni musicali contemporanee, dove spesso la stessa nozione di contemporaneo finisce per essere assai riduttiva. Più che una rassegna a tema (il tema sta proprio nelle relazioni fra alcuni contenuti) la programmazione è stata concepita con lo stesso criterio con il quale si allestirebbero le stanze di una mostra. Convinti che, secondo un pensiero molto caro a Berio, è la nostra capacità di ascolto che ci aiuta a comprendere la modernità di un’opera di qualsiasi epoca ed estetica, le suggestioni utili a favorire un approccio  consapevole di queste stanze musicali sono di diversa natura e si muovono su diverse stratificazioni storiche. Le filiazioni presenti fra pensieri compositivi diversi, tra brani di uno stesso autore, con il Novecento, con la nostra storia culturale e umanistica, e persino con la musica antica, sono flussi di idee che la storia ha tracciato per condurci fino alle forme espressive più avanzate di oggi. Nell'epoca della fine delle appartenenze e dei flussi migratori, anche le idee diventano migranti. Movimenti culturali, solo in apparenza distanti da noi, ci aiutano a soffermarci con più interesse e curiosità nei riguardi di esperienze creative che si muovono anche fuori dal sistema dell'industria della musica».

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