Fra tecnologia ed artigianalità: le nuove frontiere della regia d’opera

Fra tecnologia ed artigianalità: le nuove frontiere della regia d’opera

Lunedì 19 marzo 2018, ore 16:00
Sala Onu
  • Fra tecnologia ed artigianalità: le nuove frontiere della regia d’opera 3585 - Gallery Teatro MassimoArianna Frattali

Fra tecnologia ed artigianalità: le nuove frontiere della regia d’opera, a cura della Professoressa Arianna Frattali.

L’opera lirica ha costituito per secoli un settore prioritario dell’arte dello spettacolo, in cui la fusione tra musica, testo, azione e visione ha alimentato. la fantasia dello spettatore, coinvolgendone i cinque sensi in un’esperienza altamente immersiva e profondamente gratificante a livello estetico. Questa forma spettacolare ha unito, connesso e intrecciato maestranze e professionalità diverse, costituendo un vero e proprio fenomeno di globalizzazione dell’arte, che ha varcato i confini del mondo moderno, abbattendo barriere geografiche e linguistiche. La divisione maturata dalla fine del Settecento fra teatro di canto e teatro di parola ha portato, in seguito, ad una divisione impropria dei generi, relegando l’opera ad un settore specifico del mercato dello spettacolo, sempre più focalizzato sulla qualità della musica e dell’esecuzione vocale a discapito della recitazione, dell’azione, della messinscena in genere. I grandi maestri della regia novecentesca, come Strehler e Ronconi hanno tuttavia riscoperto le potenzialità performative del belcanto ricollocandolo in un orizzonte teatrale completo, attraverso soluzioni scenografiche e luministiche d’atmosfera. Attualmente, esponenti del teatro di ricerca come Emma Dante e Giorgio Barberio Corsetti frequentano la regia d’opera per esplorare i confini fra le arti performative, in una prospettiva  interdisciplinare che, passando attraverso una nuova consapevolezza del corpo del cantante sul palcoscenico, inglobi in maniera funzionale ed attiva anche l’uso del video e delle nuove tecnologie fra le attrezzerie di scena.

Arianna Frattali è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Salerno, già dottore di ricerca in Discipline Teatrali e Professore a contratto di Organizzazione del Teatro e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Studiosa principalmente delle arti della scena nel Sei-Settecento e nel Novecento, si è focalizzata spesso sulla drammaturgia musicale, pur aprendosi a frequenti incursioni nei confini fra teatro e media dal Novecento ad oggi e alle intersezioni artistiche in genere. È autrice di monografie ed edizioni commentate - Presenze femminili fra teatro e salotto. Drammi e melodrammi nel Settecento lombardo-veneto (Pisa, Serra, 2010), Testo e performance dal Settecento al Duemila (Milano, EDUCatt, 2012), Didone abbandonata di Pietro Metastasio (Pisa, ETS, 2014) - e di numerosi saggi relativi al teatro del Settecento e al teatro performativo contemporaneo.