Laura Giordano

Laura Giordano

Grazie a #‎ilmiomassimo e #‎EOD per portarmi per mano verso ricordi che riempiono il mio cuore. Frequento la #‎FondazioneTeatroMassimo da quando ero un "cucciolo" di soprano. Al suo interno ho mosso i primi passi, ricevuto le benedizioni di coloro che hanno creduto in me, in testa a tutti il mitico sovrintendente Francesco Giambrone, il caro amico e grande compositore Marco Betta e il nostro sindaco illuminato Leoluca Orlando. Da quei primi passi ho costruito due alette che mi hanno permesso di iniziare l'avventura straordinaria di poter fare della propria passione il proprio lavoro. La cosa che mi sorprende, mi riporta indietro di quasi 20 anni, che mi accarezza e mi fa sentire protetta ogni volta che varco la soglia del teatro "nostrum", è il suo odore. Talmente riconoscibile ed unico che è come uno schiaffo ai miei sensi. Profumo di velluti, tappeti, tavole di palcoscenico impresse dall'arte da generazioni, profumo di ori, di dipinti, della fatica dei ballerini, delle ore in sala prova a cantare senza sosta, profumo di silenzio, il silenzio di quando sono andati tutti via e rimango sola in Sala Stemmi a provare e riprovare, a scaldare la voce a piedi nudi davanti agli specchi con il sole che ancora illumina la stanza dalle enormi finestre. Il profumo della sala Pompeiana, dei camerini, della mitica rampa animali dalla quale sono passati i cavalli delle grandi produzioni fastose realizzate prima e dopo la lunga chiusura. L'ultimo tenero e indelebile ricordo è stato quello di cantare la mia opera preferita, la Fille du Régiment, nel Settembre dell'anno scorso dopo circa vent'anni dalla sua ultima realizzazione al Teatro Massimo. n quella occasione Marie era interpretata da colei sarebbe diventata la mia maestra, Luciana Serra, proprio nella stessa produzione di Crivelli. Sapere di rappresentare il Teatro Massimo all'Expo di Milano in Giugno proprio con l'opera donizettiana del mio cuore mi inorgoglisce e mi riempie di gioia. Che i migliori ricordi siano ancora da scrivere allora!
P.S. Allego foto della versione "cucciolo" di soprano in un Werther che aveva come protagonista il nostro compianto Vincenzo La Scola e che segnò il mio vero debutto da professionista dato che quella sera incontrai il mio primo agente