Didier Pieri

Didier Pieri

Accolgo con grande piacere l'invito dell'amico Stefano Benucci a ricordare la mia esperienza di spettatore al Teatro Massimo di Palermo (per l'#‎EOD e #‎ilmiomassimo). Sono stato in questo magnifico teatro una sola volta, era il 24 febbraio 2011. Per la prima volta arrivavo in Sicilia in uno dei miei viaggi "in solitaria" da melomane senza speranza (né volontà) di guarigione dalla meravigliosa malattia ch'è l'amore per l'opera. In quell'occasione mi recai a Palermo per un importante debutto: la magnifica Daniela Dessì, che mai potrò ringraziare abbastanza per tutte le emozioni che mi ha dato, cantava per la prima volta LA GIOCONDA di Amilcare Ponchielli. L'attesa era grande, l'eccellenza di questa straordinaria artista si fece riconoscere ancora una volta. Fu una serata magnifica. Ricordo che dall'aeroporto giunsi in taxi, abbastanza tortuosamente, all'hotel che era giusto di fronte al Teatro. Vidi pian piano tramontare il sole, farsi quasi buio ed accendersi le luci del grande Tempio della Musica. Una volta superate le cancellate, avanzai su per la grande scala che conduce all'ingresso, fermandomi spesso per osservare la magnificenza del luogo. Quando fui dentro cominciai a salire per arrivare al loggione da dove potevo dominare con un solo colpo d'occhio tutta la bellissima sala. Inizia l'opera, la magia di quelle note misteriose del preludio Atto I che si plasmano nel buio della sala, davanti a quel sipario rosso rubino - sono già in un altro mondo. La grande Sicilia, terra di magnifiche tradizioni, mi accolse con un affetto che altrove ho sentito raramente. Spero di ritornare presto, e ringrazio il Teatro che sempre crea bellissime stagioni.