I colori della musica

I colori della musica

Progetto vincitore dell’Avviso pubblico MigrArti

La Fondazione Teatro Massimo da tempo ha già avviato una progettazione nell’ambito dell’educazione interculturale e della mediazione, favorendo percorsi di reciproco scambio e promuovendo, sia tra gli italiani che tra gli immigrati, interventi di sensibilizzazione ed educazione.

Il Coro Arcobaleno

Nel corso della stagione 2015 ha quindi presentato il Coro Arcobaleno, una formazione corale composta da bambini di diverse etnie con l'intento di coinvolgere le comunità migranti nella vita del Teatro.
Il Coro arcobaleno non nasce solo per facilitare l’inserimento delle persone provenienti da altri luoghi e da altre esperienze in un contesto già dato, definito, ma è segno di quanto il Teatro vuole impegnarsi per cambiare insieme la realtà esistente. Così, per promuovere l’inserimento e un arricchimento reciproco degli immigrati di diversa religione nella vita della comunità, il Coro Arcobaleno partecipa, dalla stagione 2016, anche a proposte aggregative delle diverse comunità di migranti (feste religiose delle comunità straniere). I momenti di festa, con la condivisione di tradizioni e abitudini, possono rappresentare preziose occasioni per coinvolgere stranieri e residenti presenti sul territorio, offrendo loro un momento di conoscenza reciproca. Questa può iniziare anche dal racconto delle realtà di provenienza dal punto di vista culturale e artistico: le realtà lontane delle persone che arrivano in Italia dai vari angoli di mondo, ma anche quelle vicine dei quartieri in cui viviamo insieme.
L’attivazione del percorso progettuale dedicato al Coro arcobaleno nasce da un’attenta lettura del territorio, dei suoi bisogni, delle domande di vita che esso esprime nelle comunità locali che chiedono di essere riconosciute. Quindi nel 2016 il Coro Arcobaleno - ora costituito da 40 bambini di tutte le etnie dalla cinese alla senegalese, dall'albanese alla peruviana - è stato anche protagonista di un evento/spettacolo, Il Viaggio, dedicato al tema dell'immigrazione nel quale due ragazzi, Malik e Adam, raccontano il proprio recente vissuto: per non morire hanno deciso di intraprendere un viaggio partendo dai loro paesi, uno dall'Africa centrale e l'altro dalla Siria. Accomunati dalla giovane età e con la disperata voglia di allontanarsi dalla violenza e dalla disperazione hanno viaggiato verso la salvezza. Malik e Adam parlano della loro Odissea insieme al giornalista tedesco Karl Hoffman, corrispondente della radio e televisione tedesca mentre il Coro Arcobaleno, con due artisti di fama internazionale, il senegalese Badara Seck e il palestinese Nabil Salamed, fanno da cassa di risonanza al loro racconto abbracciando con il canto il mondo in una profonda e reciproca contaminazione tra sonorità etniche e tradizione occidentale.

L'interesse mostrato dalle comunità degli extracomunitari alla vita del teatro, sino ad oggi mediato dalla Consulta – organismo rappresentativo di quanti hanno una nazionalità diversa da quella italiana,
organo consultivo e propositivo per le scelte di governo dell'amministrazione, importante supporto per l'inserimento degli stranieri nella città di Palermo-, è la molla per continuare con interventi di inclusione che possano assicurare agli immigrati opportunità di accesso uguali a quelle dei residenti.

La Sicilia è una regione di frontiera e di primo approdo di gruppi provenienti dalla riva sud del Mediterraneo e Palermo ospita più di trentamila stranieri residenti di varia appartenenza religiosa con una fortissima presenza di musulmani (di almeno tre punti superiore alla percentuale nazionale) seconda comunità dopo la cristiana. In particolare a Palermo vivono due consistenti comunità straniere di immigrati extracomunitari che da sole assorbono oltre un terzo del totale degli stranieri: i bengalesi  e i tamil. Seguono quindi rumeni, ghanesi, tunisini, filippini, marocchini, mauriziani, cinesi e americani.

I colori della musica - progetto

La  Fondazione Teatro Massimo, per promuovere l'integrazione sociale di persone di diversa etnia, in un'ottica di rispetto delle differenze, nel 2016 con il progetto I colori della musica impegna il Coro arcobaleno dedicandogli dei laboratori musicali da svolgersi tra febbraio e maggio e uno spettacolo che si terrà con due repliche il 12 giugno al Teatro Massimo e il 13 giugno presso il Centro di accoglienza Missione, Speranza e Carità di Biagio Conte.
Per alimentare e sostenere l'integrazione culturale e la condivisione tra i popoli il teatro vuol puntare da quest'anno molto sul Coro Arcobaleno, formazione nata grazie alla partecipazione di giovani di seconda generazione appartenenti alle comunità presenti sul territorio e implementata di nuove unità proprio nel corso della stagione 2016.
La formazione corale sarà la protagonista del progetto I colori della musica per il quale, dopo i laboratori musicali condotti dal maestro Salvatore Punturo con il supporto di mediatori del Centro Astalli,  la partecipazione agli eventi di maggio segnerà una importante tappa di un percorso volto a sviluppare tra i giovani il senso di un linguaggio unico, universale in cui reciprocità e relazione, uguaglianza e diversità, possono dar casa e accoglienza a ciascuno in modo che nessuno si sia o si senta straniero. Gli interventi in programma avranno quindi carattere di continuità.
Con I colori della musica il Teatro diventa punto di riferimento per i cittadini immigrati residenti, un laboratorio di musica attiva, un luogo di incontro e aggregazione per una comunità che, grazie all'esperienza del cantare insieme -in cui il coro rappresenta un luogo di sperimentazione, ricerca e cultura privilegiato-,  contribuisce alla realizzazione di un prodotto artistico e di un progetto che è sempre in divenire. E ciò per l'alto valore formativo della musica corale dal punto di vista creativo, affettivo, relazionale e di educazione alla cittadinanza e la grande opportunità che un' esperienza del genere comporta facendo acquisire competenze trasversali di attenzione, autocontrollo, espressione e comunicazione.

Il progetto intende promuovere la crescita psicofisica dei ragazzi e in particolare:
1.    aiutare il pieno sviluppo della persona
2.    educare a un sano uso della voce, all'ascolto di sé e degli altri
3.    stimolare la fantasia, la cooperazione e le relazioni sociali basate sulla fiducia e sull'accoglienza dell'altro
4.    approfondire la cultura musicale di altri paesi
5.    creare interesse e attenzione reciproca tra gli insediamenti di immigrati e i residenti
6.    confermare l'idea di un teatro come spazio aperto, democratico e sociale

Programma

febbraio - maggio
Laboratori pluridisciplinari – incontri bisettimanali al Teatro Massimo

maggio
Concerto vocale
Saranno presentate due messe, una africana e una latino americana: la Missa Luba ricca di canti popolari e improvvisazioni, guidata da un griot senegalese solista che con la sua linea di canto ne esalta lo stile etnico insieme al coro di voci bianche; la Misa Criolla per coro e coro di voci bianche caratterizzata dall'uso di ritmi tradizionali della musica argentina.

I colori della musica, concerto vocale
Domenica 12 giugno - Teatro Massimo
lunedì 13 giugno - Centro di Accoglienza Missione Speranza e carità di Biagio Conte

Missa Luba – messa africana
per solo, coro di voci bianche e strumenti etnici
Voce solista Badara Seck
Missa Criolla – messa latino americana
per coro, coro di voci bianche e strumenti etnici

Direttore del coro della Fondazione Teatro Massimo, Piero Monti
Direttore del Coro Arcobaleno, Salvatore Punturo

Il percorso de I colori della musica punta fortemente nel rapporto con i giovani immigrati, è teso a garantire un’offerta trasversale e ricca, capace di attivare sinergie con il mondo della scuola, della formazione e con le famiglie e gli operatori del settore.

Il progetto sviluppa quindi un programma finalizzato al contributo che il teatro può dare al territorio con una strategia di intervento che prevede anche di:

    •    assicurare a tutti una concreta fruizione degli eventi performativi con facilitazioni all'ingresso
    •    interessare e coinvolgere nel progetto i quartieri in cui insistono gli insediamenti degli immigrati;
    •    aprire, nel periodo degli eventi performativi, il teatro a visite guidate in lingua dedicate alle diverse comunità extracomunitarie;
    •    prevedere un calendario di impegni artistici in occasione delle festività religiose delle diverse etnie delle comunità di migranti.