7 cose che pochi sanno  sul Teatro Massimo

7 cose che pochi sanno sul Teatro Massimo

1) Il Teatro Massimo fu costruito per rispondere a tre finalità: sede di una stagione d’opera, spazio per i veglioni di Carnevale e sede del casino per i nobili, ma delle ultime due non se ne fece nulla.

2) Nel maggio 1881, l’assessore ai lavori pubblici Fortunato Vegara di Craco, indignato per un eccesso di spesa ammontante a 420.000 lire accusò il progettista del teatro Giovan Battista Filippo Basile di aver gonfiato i conti. Il Comune dovette sospendere i lavori, revocò l’incarico al Basile e affidò la prosecuzione dei lavori all’architetto Alessandro Antonelli, ideatore della famosa Mole Antonelliana di Torino. La cittadinanza si schierò in difesa di Basile e il Comune nel 1890 decise di riprendere i lavori, riaffidandone la direzione allo stesso Basile.

3) Tra battaglie burocratiche, traversie e contrasti di ogni genere, il costo complessivo dell’opera non superò gli otto milioni di lire. Secondo le cronache del tempo, per i teatri di Parigi e di Vienna erano invece stati spesi rispettivamente trenta e venti milioni di lire.

4) Il Teatro Massimo è rimasto incompiuto per mancanza di soldi: infatti manca di alcuni dettagli, quali la quadriglia centrale, i due gruppi laterali e il genietto alato che si sarebbe dovuto collocare sul timpano del portico.

5) Il 16 maggio 1897, giorno dell’inaugurazione, furono ammessi tre mila spettatori, quanti ne può contenere il teatro. Oggi, le vigenti norme consentono di ospitare fino a un massimo di 1.300 persone.

6) Dopo la sua inaugurazione, il teatro divenne il centro vivo della città imponendosi come il polo occupazionale più importante, dopo i Cantieri Navali.

7) Anthony Carcione, un tenente dell’esercito americano addetto ai collegamenti, raccontò che durante la seconda guerra mondiale, piloti e puntatori dei bombardieri avevano ricevuto l’ordine di tenere fuori mira la sede del Cardinale, la Cattedrale e il Teatro Massimo.