Comunicati stampa della Fondazione Teatro Massimo
“La damnation de Faust” di Berlioz inaugura la Stagione 2012 del Teatro Massimo di Palermo

 

Debutta nella regia lirica un maestro del cinema come Terry Gilliam

 

Sul podio Roberto Abbado

 

Palermo, Teatro Massimo, dal 22 al 29 gennaio 2012

 

Conferenza stampa / incontro con gli allievi della Scuola di Cinema

Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia, lunedì 16 gennaio ore 15.30

 

Retrospettiva

Palermo, Cinema ABC, martedì 17 gennaio, ore 11 – 20 – 22.30

Palermo, Scuola di Cinema, giovedì 19 gennaio, ore 15.30

 

Anteprima studenti

Palermo, Teatro Massimo, venerdì 20 gennaio, ore 18.30

 

È frutto di una prestigiosa coproduzione internazionale lo spettacolo per il titolo inaugurale della Stagione 2012 del Teatro Massimo, “La damnation de Faust” di Hector Berlioz (22-29 gennaio): un allestimento, già definito dalla critica inglese come un capolavoro, realizzato dal Massimo con la ENO-English National Opera di Londra e alla Vlaamse Opera di Anversa e Gent, e che vanta la firma di una celebrità come Terry Gilliam, geniale innovatore del linguaggio televisivo, cinematografico e teatrale postmoderno, per la prima volta impegnato nell’opera. A dirigere l’Orchestra, il Coro e il Coro di voci bianche del Teatro Massimo ci sarà una fra le più note bacchette di oggi, Roberto Abbado. Gli interpreti vocali Gianluca Terranova come Faust, Anke Vondung nel ruolo di Marguerite e Lucio Gallo in quello di Méphistophélès.

Lo spettacolo sarà presentato alla stampa lunedì 16 gennaio alle ore 15.30 presso un luogo simbolo del cinema italiano, il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma – Scuola Nazionale di Cinema, idealmente gemellato con il Teatro Massimo a sottolineare le parentele e le affinità tra opera e cinema. Alla conferenza stampa saranno presenti Terry Gilliam e Roberto Abbado. Con loro il sovrintendente e il direttore artistico del Teatro Massimo del Teatro Massimo Antonio Cognata e Lorenzo Mariani, il preside e il vicepreside della Scuola Nazionale di Cinema Andrea Crisanti e Giovanni Oppedisano.

L’atteso debutto dello spettacolo verrà preceduto a Palermo da una serie di iniziative collaterali dedicate al cinema di Gilliam. Martedì 17 (Cinema ABC) e giovedì 19 (Scuola di Cinema presso i Cantieri Culturali) saranno proiettati i seguenti film: “Parnassus. L’uomo che voleva ingannare il diavolo” (2009), “Tideland” (2005), “Brazil” (1985), “Lost in la Mancha” (2002); la proiezione di quest’ultimo film sarà preceduta da un incontro con il regista.

Venerdì 20 gennaio la prova antigenerale dello spettacolo “La damnation de Faust” di Hector Berlioz sarà dedicata agli studenti universitari che in questo periodo sono stati raggiunti e coinvolti nel progetto di divulgazione elaborato dagli Ambasciatori del Teatro Massimo durante il loro stage formativo presso la Fondazione.

Ufficio Stampa del Teatro Massimo:

Floriana Tessitore stampa@teatromassimo.it 

www.teatromassimo.it

Ufficio stampa del Centro Sperimentale di Cinematografia:

Susanna Zirizzotti http://www.fondazionecsc.it - http://ufficiostampacsc.blogspot.com/

 

I protagonisti

 

Il piglio drammatico, l’istintivo lirismo coniugato all’evocativa padronanza di diversi stili e compositori hanno fatto di Roberto Abbado uno dei più apprezzati e richiesti direttori d’orchestra della sua generazione. Nato in una famiglia di musicisti, Roberto Abbado ha studiato direzione d’orchestra con Franco Ferrara presso il Teatro La Fenice di Venezia e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. È stato direttore d’orchestra principale della Munich Radio Orchestra, ed è salito inoltre sul podio della Royal Concertgebouw Orchesta, dell’Orchestre National de France, dell’Orchestre de Paris, della Dresden Staatskapelle, della Leipzig Gewandhaus Orchestra, della Israel Philharmonic Orchestra, per nominarne solo alcune. In Italia è impegnato principalmente con le Orchestre del Teatro alla Scala, del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, della Rai di Torino, e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Molto noto negli Stati Uniti, vi ha debuttato nel 1991 con l’Orchestra of St. Luke’s al Lincoln Center di New York. Attualmente collabora principalmente con la St. Paul Chamber Orchestra, dove ricopre anche il ruolo di Artistic Partner. Dirige inoltre regolarmente le orchestre di Boston, Philadelphia, Chicago, Atlanta, St. Louis, San Francisco, e Houston. Attivo anche sul versante operistico, ha diretto numerose produzioni e prime rappresentazioni assolute in alcuni fra i più prestigiosi teatro del mondo. Fra gli impegni più importanti si segnalano “La Gioconda” e “Lucia di Lammermoor” al Teatro alla Scala; “I vespri siciliani” alla Wiener Staatsoper; “L’Amour des trois oranges”, “Aida” e “La traviata” alla Bayerische Staatsoper di Monaco; “Le Comte Ory”, “Attila”, “I Lombardi alla prima crociata” e “Phaedra” di Henze al Maggio Musicale Fiorentino; “Simon Boccanegra” e” La clemenza di Tito” al Teatro Regio di Torino; “La donna del lago” all’Opéra de Paris e al Teatro alla Scala; “Fedora” al Metropolitan Opera di New York; “Ermione”, “Zelmira” e “Mosé in Egitto” al Rossini Opera Festival di Pesaro. Riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori interpreti della musica moderna e contemporanea, ha diretto frequentemente pagine musicali del ventesimo secolo di compositori quali Luciano Berio, Salvatore Sciarrino, Luca Francesconi, Fabio Vacchi (del quale ha diretto la prima rappresentazione assoluta di “Teneke” al Teatro alla Scala nel 2007), Pascal Dusapin, Henri Dutilleux, Olivier Messaien, Alfred Schnittke, Hans Werner Henze, John Adams. La sua proficua discografia include incisione di opere, concerti e musica sinfonica per le etichette BMG (RCA Red Seal), Decca, Deutsche Grammophon, e Stradivarius, comprese le premiate incisioni dei “Capuleti e Montecchi” e di “Tancredi” entrambe con Eva Mei per BMG. Fra i suoi dvd figurano titoli quali “Fedora” per Deutsche Grammophon (con Mirella Freni e Placido Domingo dal Metropolitan Opera); “Ermione” dal Rossini Opera Festival di Pesaro per Dynamic; e il New Year Concert (2008) dal Teatro La Fenice di Venezia per Hardy Classic Video. Nel 2008 ha vinto il premio “Abbiati”, assegnatogli dall’Associazione Nazionale Critici Musicali Italiani, come “Direttore d’orchestra dell’anno”.

 

Nato nel 1940 a Minneapolis, Terry Gilliam, è stato dal 1969 l’unico membro americano dei Monty Phyton, principale autore-animatore delle surreali sequenze animate che arricchivano il loro famoso show televisivo “Monty Python’s Flying Circus”. Nel 1975, con Terry Jones firma la sua prima regia cinematografica, “Monty Python and the Holy Grail” (“Monty Phyton e il Sacro Graal”), cui segue il primo film diretto da solo “Jabberwocky” (1977). Quindi firma “Time Bandits” (1981), “Brazil” (1985) con Jonathan Pryce e Robert De Niro (che ha ottenuto una nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale, il Los Angeles Film Critics Award come miglior film e altri numerosi riconoscimenti internazionali); “The Adventures of Baron Munchausen” (“Le avventure del barone di Münchausen” 1988; scenografia di Dante Ferretti e fotografia di Giuseppe Rotunno, con John Neville, Uma Thurman, Robin Williams e Sting), un ritorno al ciclo storico-fantastico del Graal con “The Fisher King” con Robin Williams, Jeff Brodges e Mercedes Ruehl (“La leggenda del re pescatore”, 1991; Premio speciale per la regia e Leone d’Argento alla 48a Mostra del Cinema di Venezia, 2 Golden Globe e un Oscar). Il ritorno sulla sedia da regista è per il film epico di fantascienza pieno di stelle “Twelve Monkeys” (“L’esercito delle 12 scimmie”, 1995), che comprendeva nel cast Bruce Willis e Brad Pitt; quindi gira “Fear and Loathing in Las Vegas” (“Paura e delirio a Las Vegas”, 1998), dal libro autobiografico di Hunter S. Thompson, con Johnny Depp, Benicio Del Toro e Cameron Diaz. Nel 2000, Gilliam intraprende la produzione di un film sognato per tutta la vita, “The Man Who Killed Don Quixote”. A causa di numerosi problemi legati alla produzione, il set (con Johnny Depp) fu interrotto dopo appena una settimana e il girato è confluito in un documentario intitolato "Lost in La Mancha" (2002). Nel 2005, Gilliam completa “The Brothers Grimm” “I fratelli Grimm e l’incantevole strega”, interpretato da Matt Damon, Heath Ledger e Monica Bellucci, seguito un anno dopo da “Tideland” (“Tideland, il mondo capovolto”) con Jeff Bridges, Jodelle Ferland e Janet McTeer. In 2009, scrive, produce e dirige il suo quattordicesimo film, “The Imaginarium of Doctor Parnassus” (“Parnassus. L’uomo che voleva ingannare il diavolo” con Heath Ledger, Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law, Christopher Plummer e Tom Waits. Nel 2011, scrive e dirige “The Wholly Family”, cortometraggio prodotto dal pastificio Garofalo, in cui elogia la cucina italiana. Infine, sempre nel 2011, debutta nella regia di un’opera lirica con “La damnation de Faust” di Hector Berlioz, in una coproduzione fra la English National Opera e il Teatro Massimo.

 

 

Conferenza stampa

 

Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia

Sala Cinema

via Tuscolana, 1520

lunedì 16 gennaio ore 15.30

Ufficio stampa

Susanna Zirizzotti susanna.zirizzotti@fondazionecsc.it

Floriana Tessitore stampa@teatromassimo.it

 

 

Retrospettiva

 

Per i film della retrospettiva proiettati al Cinema ABC è previsto un biglietto d’ingresso di euro 3.

 

martedì 17 gennaio, ore 11

Palermo, Cinema ABC (via Emerico Amari, 166)

“Parnassus. L’uomo che voleva ingannare il diavolo” (“The Imaginarium of Doctor Parnassus”, 2009), 122’

regia Terry Gilliam

soggetto e sceneggiatura Terry Gilliam e Charles McKeown

fotografia Nicola Pecorini

scenografia Anastasia Masaro

montaggio Mick Audsley

musiche Mychael Danna, Jeff Danna

 

Heath Ledger (Anthony "Tony" Shepard)

Christopher Plummer (Dott. Parnassus)

Verne Troyer (Percy)

Andrew Garfield (Anton)

Lily Cole (Valentina Parnassus)

Tom Waits (Mr. Nick)

Johnny Depp (Tony - I trasformazione)

Jude Law (Tony - II trasformazione)

Colin Farrell (Tony - III trasformazione)

Peter Stormare (Presidente dell’Universo)

Cassandra Sawtell (Olga)

Paloma Faith (Sally)

John Harris (Poliziotto)

Richard Riddell (Martin)

Bruce Crawford (Martin - trasformazione)

Joseph Cintron (Monk)

Vitaly Kravchenko (Piotr)

John Snowden (Chauffer)

Igor Ingelsman (Gregor)

 

Il Dottor Parnassus (Christopher Plummer), millenario personaggio immortale vecchio, viaggia per il mondo alla guida del suo straordinario “Imaginarium”, sorta di fiera itinerante che offre ai suoi spettatori la possibilità di vivere esperienze fantastiche e che travalicano la normale realtà grazie ad uno specchio magico in suo possesso. Parnassus è anche in grado di guidare l’immaginazione del prossimo grazie ad un patto che ha stretto con Mr. Nick (Tom Waits), alias il Diavolo in persona. Il problema è che Mr. Nick inizia a pretendere da Parnassus il compenso che gli era stato promesso, ovvero l’anima (e non solo) dell’affascinante figlia Valentina (la modella Lily Cole). Per evitare di perdere l’amata figlia Parnassus negozia un nuovo patto: Valentina sarà del primo tra i due in grado di sedurre cinque anime. Ad aiutare Parnassus nella sua opera sarà un nuovo arrivato dell’Imaginarium, Tony, che dovrà affrontare viaggi attraverso mondi paralleli pur di salvare la bella Valentina. Il personaggio di Tony era in origine stato affidato a Heath Ledger: alla morte di quest’ultimo, Gilliam ha deciso mantenere il girato con l’attore e per le nuove scene di affidare il personaggio a tre diversi attori - Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law – dando così a Tony un volto diverso per ogni mondo che è costretto ad attraversare.

 

 

martedì 17 gennaio, ore 20

Palermo, Cinema ABC (via Emerico Amari, 166)

“Tideland. Il mondo capovolto” (“Tideland”, 2005), 120’

regia Terry Gilliam

sceneggiatura Tony Grisoni e Terry Gilliam dall’omonimo romanzo di Mitch Cullin

fotografia Nicola Pecorini

scenografia Jasna Stefanovic

costumi Mario Davignon, White Delphine

montaggio Lesley Walker

musiche Mychael Danna, Jeff Danna

 

Jodelle Ferland (Jeliza-Rose)

Brendan Fletcher (Dickens)

Jeff Bridges (Noah, il padre di Jeliza-Rose)

Jennifer Tilly (Queen Gunhilda, la madre di Jeliza-Rose)

Janet McTeer (Dell)

Dylan Taylor (Patrick)

Wendy Anderson (Woman / Squirrel)

Sally Crooks (La madre di Dell)

 

Alla morte di sua madre per overdose, l’undicenne Jeliza-Rose lascia la casa di Los Angeles insieme al padre Noah, un ex musicista rock fallito, anche lui tossicodipendente, per trasferirsi in una località sperduta in Texas, nella vecchia casa paterna. Quando anche Noah muore, la ragazzina resta sola e si rifugia in un mondo fantastico in cui gli scoiattoli parlano, teste di bambole danno consigli e feroci squali infestano una ferrovia abbandonata. Ad accompagnarla nelle sue mirabolanti avventure arriveranno anche due strambi vicini di casa: l’enigmatica Dell e suo fratello Dickens.

 

 

martedì 17 gennaio, ore 22.30

Palermo, Cinema ABC (via Emerico Amari, 166)

“Brazil” (“Brazil”, 1985), 132’

regia e soggetto Terry Gilliam

sceneggiatura Terry Gilliam, Tom Stoppard, Charles McKeown

fotografia Roger Pratt

scenografia Norman Garwood

montaggio Julian Doyle

musiche Michael Kamen, Kate Bush, Ray Cooper

 

Jonathan Pryce (Sam Lowry)

Robert De Niro (Archibald "Harry" Tuttle)

Katherine Helmond (Ida Lowry)

Ian Holm (M. Kurtzmann)

Bob Hoskins (Spoor, tecnico del Central Service)

Michael Palin (Jack Lint)

Ian Richardson (Mr. Warrenn)

Peter Vaughan (Mr. Helpmann)

Kim Greist (Jill Layton)

Jim Broadbent (Dr. Jaffe)

Barbara Hicks (Alma Terrain)

Charles McKeown (Harvey Lime)

Jack Purvis (Dr. Chapman)

 

Sam Lawry è addetto agli sterminati archivi di una megalopoli, capitale di un non identificato Paese, in cui imperano il Potere e la Burocrazia. Nulla e nessuno sfugge al sistema computerizzato del Dipartimento informazioni. Ma nella città hanno preso ad agire gruppi di inafferrabili terroristi, che seminano ovunque distruzione e morte pur di smuovere qualcosa. Sam oppone al grigiore della "routine" ed alla ossessività del Grande Sistema la sua possibilità di evadere nel sogno. Egli si è così costruito una seconda vita nella quale, alato e libero come un angelo, insegue negli spazi celesti una fanciulla bionda. Il giorno, però, in cui un insetto, caduto dal soffitto di un anonimo ufficio, piomba su di un terminale ed altera l’iniziale di un nome da T in B, causando l’arresto e la soppressione dell’innocente Buttle, Sam comincia a scuotersi dal suo torpore e ad inserire nelle sue visioni anche lotte e vittorie contro mostruosi giganti. Il misterioso, bizzarro intervento nel suo alloggio di un idraulico mascherato (sarà lui il terrorista Tuttle che il Regime persegue?), per una rapida ed efficace riparazione da abusivo a dispetto dei moduli e delle carenze del servizio ufficiale di manutenzione, nonché l’incontro con una bionda e decisa camionista (già schedata dal Dipartimento e identica nelle fattezze alla donna del sogno), intravista nella realtà e poi subito perduta, inducono il nostro impiegato ad accettare la promozione (prima rifiutata per quieto vivere) ad un livello superiore e ben più importante. Sam spera con ciò di avere una maggiore autonomia ed un più immediato accesso ai dati ed alle informazioni più segrete, per ritrovare la giovane Jill Latton. Mentre vede ancora occasionalmente l’amico artigiano e riesce infine ad incontrare la ragazza, Sam si trova con lei nel mezzo di un attentato. Egli scopre in sé, volente o nolente, indubbie vocazioni di libertario e di terrorista contro le ottusità e nequizie del Potere, e corre varie avventure (sempre, per di più, assillato da una madre borghese, conformista ed unicamente occupata in operazioni di chirurgia estetica, aspirando alla eterna giovinezza), non riesce ad integrarsi nel suo nuovo e allucinante ufficio, finché il suo migliore amico - che è il torturatore al servizio dei burocrati - non lo farà arrestare e lo renderà innocuo, fino a uno stato vegetativo. Ormai solo e del tutto annullato, Sam sogna ancora una volta, identificando nel simpatico idraulico il capo di una squadra di liberatori, piombati dal cielo proprio per lui nella grande sala di tortura per salvarlo, e vedendosi poi in corsa sul camion pilotato da una sorridente Jill verso una località sconosciuta, dove vivranno insieme felici. Ma non è che il suo sogno estremo, sottolineato dalle note di quella canzone - "Brazil" - gaia e spensierata, nata in un Paese senza brume né oppressioni, unico accenno e promessa di vitalità e di gioia per uomini contro tutte le tirannie.

 

 

giovedì 19 gennaio, ore 15.30

Scuola Nazionale di Cinematografia

Cantieri Culturali alla Zina (padiglione 6 – via Paolo Gili 4)

Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti disponibili

 

Terry Gilliam incontra gli allievi del Centro

a seguire

“Lost in la Mancha” (2002, 89’)

regia e soggetto Keith Fulton e Louis Pepe

musiche Miriam Cutler

 

“Lost in La Mancha” è un documentario sulla realizzazione del film incompiuto “The Man Who Killed Don Quixote” di Terry Gilliam, progetto ambizioso mai andato a termine che aveva nel cast Johnny Depp, Vanessa Paradis e Jean Rochefort. Il documentario è stato realizzato da Keith Fulton e Louis Pepe, due collaboratori di Gilliam che già in precedenza avevano realizzato le riprese del backstage e un documentario sul film “L’esercito delle 12 scimmie” di Terry Gilliam. Le immagini sono state riprese nel 2000, nelle settimane in cui si è svolta la pre-produzione e la breve produzione del film, e montate e pubblicate nel 2002. Il film è composto fondamentalmente dalle riprese dietro le quinte inerenti alla lavorazione del film e da animazioni e story board disegnati dallo stesso Terry Gilliam. Il tutto accompagnato dalla voce narrante dell’attore Jeff Bridges. Contiene inoltre le testimonianze di moltissimi professionisti che parteciparono alle riprese: regista, aiuto regista, produttori, costumisti, scenografi, cameraman etc. Appaiono rare sequenze compiute del film originale.

 

 

Anteprima studenti

 

Venerdì 20 gennaio, alle ore 18.30, al Teatro Massimo, oltre 1000 studenti assisteranno alla prova antigenerale dello spettacolo “La damnation de Faust” di Hector Berlioz: nuovi spettatori raggiunti e coinvolti grazie al progetto di divulgazione elaborato dagli Ambasciatori del Teatro Massimo durante il loro stage formativo presso la Fondazione. Sarà una serata speciale che non si concluderà con la fine dello spettacolo ma che proseguirà con sorprese e attività nei diversi spazi del Massimo, per scoprire il mondo del teatro, i segreti del dietro le quinte, conoscere gli interpreti e stare insieme in un’atmosfera del tutto nuova che avvolgerà uno dei teatri più grandi e affascinanti del mondo. Questa serata è realizzata grazie alla collaborazione anche di un gruppo di sponsor privati: Sephora, Decibel e Natale Giunta Catering.

Per ulteriori informazioni ambasciatori@teatromassimo.it

 

 

Spettacolo

22-29 gennaio

 

Hector Berlioz

La damnation de Faust

Légende dramatique in quattro parti e dieci quadri su libretto di Hector Berlioz, Almire Gandonniére e Gerard de Nerval dal Faust di Goethe

 

Nuovo allestimento del Teatro Massimo in coproduzione con l’English National Opera-ENO e la Vlaamse Opera

 

Direttore Roberto Abbado

Regia Terry Gilliam

Scene Hildegard Bechtler

Costumi Katrina Lindsay

Regista collaboratore / movimenti coreografici Leah Hausman

Luci Peter Mumford

Video Designer Finn Ross

Assistente alla regia Elisabetta Marini

 

Faust Gianluca Terranova (22, 24, 26 e 29 gennaio) / Arnold Bezuyen (25 e 28 gennaio)

Méphistophélès Lucio Gallo (22, 24, 26 e 29 gennaio) / Carlo Cigni (25 e 28 gennaio)

Marguerite Anke Vondung (22, 24, 26 e 29 gennaio) / Natalia Gavrilan (25 e 28 gennaio)

Brander Enrico Iori

 

Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro Massimo

Maestro del Coro Andrea Faidutti

Maestro del Coro di voci bianche Salvatore Punturo

 

Domenica 22 gennaio, ore 20.30: Turno Prime

Martedì 24 gennaio, ore 18.30: Turno B

Mercoledì 25 gennaio, ore 18.30: Turno S1

Giovedì 26 gennaio, ore 18.30: Turno C

Sabato 28 gennaio, ore 20.30: Turno F

Domenica 29 gennaio, ore 17.30: Turno D

 

Spettacolo “pirotecnico” in cui Gilliam percorre simbolicamente insieme a Faust e al suo patto con Méphistophélès i momenti più significativi della storia tedesca come un rincorrersi di immagini che conducono il pubblico attraverso continui rimandi storici e artistici: dal romanticismo al nazismo, dall’idillio campestre del primo atto (con riferimenti ai quadri di Caspar Friedrich), a una pungente satira che talora sfocia nell’autocommiserazione e che si scaglia contro la politica imperialistica europea di fine Ottocento. La “dannazione” della cultura tedesca prende corpo nell’ascesa del regime nazista, fra il “Nido dell’aquila” a Berchtesgaden e i giochi olimpici del 1936, con Marguerite ebrea che si finge ariana con una parrucca dalle trecce bionde e che poi compie in treno il suo viaggio verso la morte, mentre Faust e Méphistophélès corrono agli inferi su un sidecar.

 


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